I Leoni Morti
Divisione CarloMagno ILEONIMORTI.IT
 1998/2008 VII EDIZIONE
Premessa

Alcuni Tratti dal V Capitolo


Se non ho creduto dovermi assumere le responsabilità di un matrimonio durante i miei anni di lotte, ho deciso però oggi, prima di morire, di prendere in moglie la donna che, dopo lunghi anni di fedele affetto, è venuta spontaneamente in questa città quasi del tutto accerchiata per spartire il mio destino. Morirà con me, di sua volontà, in qualità di sposa. Questa morte ci compenserà di tutto ciò che abbiamo perso, entrambi, durante la mia vita consacrata per intero al servizio del mio popolo...

...i quadri delle collezioni raccolte col tempo non sono mai stati da me comprati con scopo strettamente personale, ma solo in vista di creare un museo di pittura nella mia città preferita: Linz, sul Danubio. Desidero di tutto cuore che questa volontà venga rispettata...

...in altri tempi, dopo la morte degli avversari più odiati, i vincitori sapevano rispettare certi sentimenti quando anche avessero esercitato sugli avvenimenti politici una grande influenza. Sapeva pure che quei tempi erano finiti...

Un falso "Diario d' Eva Braun" fu pubblicato dalla stampa di tutto il mondo. I suoi artefici avevano così poca immaginazione da fare un plagio grossolano della contessa Larisch-Waldersee sulla tragedia di Mayerling.
Non poteva ancora presagire che le avrebbero trovato una rivale nel cuore del Cancelliere, quella famosa "Olga" il cui nome era scritto sulla porta di una camera vicina a quella di Hitler nel Quartier Generale d' Ohrdrufin Turingia. Che cannonata! Si fecero numerose descrizioni di "Olga" prima di arrivare ad accertare che si trattava di una parola convenzionale designante l' ufficio trasmissioni dello Stato Maggiore...

- Crede proprio, Eva, che "Lui" morto mio marito venga perdonato? - le afferrò il braccio con forza - Crede che possiamo aspettarci qualcosa di umano dai russi?

...la strada era bloccata dai carri ed era al di là di questa barriera d' acciaio che bisognava combattere. Il fischietto di Gauvin risuonò tre volte.
- Ordine di ripiegamento dietro la linea dei carri che bruciano. Portate via i feriti! Fate passare! Leguiche con me. Dobbiamo recuperare gli archivi del battaglione e due casse di bombe a mano... E quella ragazzina...

...non fu semplice trovare la casa, sebbene avesse sofferto relativamente poco...

...non gli piaceva affatto dover ritornare in luoghi abbandonati, segnati dalla cattiva sorte...

...gridò con voce che si sforzava di essere allegra:
-Ida! Bist du da? (ci sei?).
Nessuna risposta.
- Attento signor Maggiore! Ci potrebbero essere dei Lignard a far la posta la dentro.
Nella prima stanza nulla pareva mutato. Il sergente prese il portafoglio, la fede e l'orologio di Dubosc e mise tutto quanto in un fazzoletto. Notò che Dubosc non aveva più il cinturone. Soltanto più tardi trovarono la cioccolata su di un pezzo di carta, dove erano state tracciate a matita due righe in grossa scrittura gotica:
"Che Dio vi protegga, valorosi soldati francesi, e mi perdoni. Vogliate tenere in ricordo il mio carillon. Ida Grundl".
Nell'altra stanza videro Ida rigida. i suoi piedi sfioravano appena il suolo; il suo corpo era ancora caldo. Gauvin non volle guardarla in volto. Si era impiccata col cinturone sulla cui fibbia erano incise queste parole: "Il mio onore è fedeltà".
- E il carillion della ragazzina non lo lasciamo mica qui, signor Maggiore?
- Lo metta con le bombe a mano - mormorò Gauvin - e filiamocela.
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Edizione 2005
Il libro è distribuito nell'Edizione 2005.


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