I Leoni Morti
Divisione CarloMagno ILEONIMORTI.IT
 1998/2008 VII EDIZIONE
Premessa

Alcuni Tratti dal II Capitolo


Le cinque e trentacinque. Le cinque e quaranta... Niente. L'ordine di attacco non arriva ancora.

Le cinque e quarantacinque. Gli uomini hanno il cuore stretto. Paiono calmi. Scambiano qualche breve parola, verificano le armi, poi volgono la testa. Sembra abbiano udito un rumore familiare. Sorridono e zufulano tra i denti...

...ecco sbucar fuori i carri armati, due Konigstiger (Tigre Reali) e tre Panther. Gli uomini, le mani contratte sui fucili, continuano a fischiettare in cadenza fino a che il primo Tigre non allenta un colpo radente. Risuonano i comandi e la strada trema, vomita fiamme. Attraverso il fumo delle esplosioni e la polvere dei muri che crollano, si intravedono i granatieri della Fallerange attraversare correndo il viale del Sole. Ce l'hanno fatta, ma l'effetto della sorpresa è stato di breve durata. Le pesanti Maxim dei rossi iniziano la loro incessante e monotona litania; i loro mortai annaffiano gli incroci ed i loro cannoni anticarro prendono di infilata le strade trasversali. Un plotone della 7^ viene decimato proprio all'angolo della via Danubio. Alla vista del sangue dei camerati francesi, due plotoni danesi della "Nord-land", piombano all'assalto lanciano vecchie grida normanne che, per un istante, dominano il frastuono della battaglia.

...al di sopra di un muro un Tigre-Reale distende il lungo cannone da 88, simile ad un braccio lucente il cui pugno è rappresentato dall'anti vampa, e colpisce, colpisce ancora.

...lo Stalin aveva via libera, i cingoli giganteschi strappavano l' asfalto della Richardstrasse. Altri trenta metri ed avrebbe potuto cannoneggiare la facciata del municipio. A duecento metri, seguiva un T-34, che andava spazzando la strada con le mitragliatrici per proteggere il mastodonte...

...il Klim, solcando il marciapiede, obliquò completamente a sinistra per allargare il campo di tiro. Fu allora che, sulla destra, sbucando a sessanta all'ora dalla Berthelstrasse e facendo fuoco col 75 e con le mitragliatrici, l'ultimo Panther si lanciò dritto sul Klim, che frenò e tentò di virare per evitare la collisione. Troppo tardi. Il Panther gli era già addosso. Un brutale cambio di velocità tese i suoi cingoli. Arrivano sul fianco destro del Klim, fece un balzo in avanti, come una bestia da preda. Le sue quarantadue tonnellate scagliarono la mole del carro russo contro una casa che si sgretolò. Là sotto le esplosioni scuotevano le due carcasse d'acciaio, saldate in un accoppiamento titanico. Il corpo a corpo dei mostri si prolungò per qualche secondo; poi, tra nùgoli di polvere, un denso fumo nerastro salì al cielo. I due carri armati bruciavano.

Il Panzerfaust, l'ha un ragazzetto della Gioventù Hitleriana, non vuole darlo via...

...i fanti nemici non si fecero vedere che piuttosto da lontano, ma verso mezzanotte una valanga di fuoco si abbatte sulla Hermannplatrz. Fu necessario battere in ritirata. Ordine della divisione. I Volontari, stremati da diciotto ore di combattimento, risalirono strade dai nomi sinistri per i Francesi: la via Blucher, il lungofiume Waterloo, un po' più a nord della vecchia caserma del primo reggimento dei dragoni della Guardia Imperiale. Tuttavia nessuno di loro faceva caso ai nomi che potevano avere le rovine che stavano attraversando. La maggior parte dormiva camminando. Tutti i fanti di questo mondo hanno patito un supplizio del genere. Ma qui la tortura era immensa. Inciampavano ad ogni passo o scivolavano in qualche buca, E dovevano muoversi di nuovo, vacillando sotto il peso delle armi e delle munizioni. I feriti stringevano i denti.

Fù Ledru il primo a ordinare ai soldati del suo plotone di fischiettare o cantare per dimenticare la fatica, il dolore e fugare il sonno. La compagnia Gauvin ed una parte della 7^ oltrepassarono il canale sul ponte Mocker, urlando a pieni polmoni.

Ad eccezione della Gioventù Hitleriana, nessuna truppa cantava più a Berlino, il battaglione aveva perso un quarto della sua forza...

... potevano essere le quattro del mattino quando Gauvin si destò di soprassalto. Accanto a lui Ledru dormiva sodo. Sul muro era spiegato un manifesto che ricordava la strage della popolazione di Gumbinnen, la prima battaglia della Prussia orientale caduta in mano ai rossi. Quando le S.S. la ricostruirono, trovavano vecchi e donne inchiodati alle porte. Le donne avevano il ventre squarciato. I bambini legati assieme e messi in mezzo alla strada, erano stati stritolati dai carri armati...
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Edizione 2005
Il libro è distribuito nell'Edizione 2005.


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